Dal 30 OTTOBRE 2025 AL 16 FEBBRAIO 2026
Dal 4 FEBBRAIO al 19 APRILE 2026
Anatomia di un omicidio
Il 2 novembre 1975, Pier Paolo Pasolini viene ucciso all’Idroscalo di Ostia. I notiziari sposano subito l’inverosimile tesi fornita da Pino Pelosi, legittimando un resoconto che attribuiva allo scrittore la responsabilità morale del proprio omicidio. Si ricorre al titolo del suo romanzo, Una vita violenta, per tentare di seppellire sotto l’infamia la memoria dell’artista che aveva sempre, meglio di ogni altro, analizzato il degrado della società italiana. Nei decenni successivi, invece, Pasolini è diventato un mito, non è caduto nell’oblio e anzi ha continuato a ispirare artisti di ogni genere e latitudine. Sono passati cinquant’anni, e se ancora la verità sul delitto non è stata scritta, molto possiamo ancora conoscere di quello che Pasolini ha scritto, detto e fatto nell’ultimo mese della sua vita. Attraverso documenti, carte, articoli, appunti, eventi a cui ha partecipato, la mostra ricostruisce la cronistoria delle settimane che precedettero la morte del poeta-regista. Una cesura della storia d’Italia mai davvero ricomposta.
LI HO VISTI
I disegni di Stefano Ricci
Il 21 novembre del 2023, dopo un lungo progetto di recupero, ha riaperto le porte il Cinema Modernissimo, la sala storica del centro di Bologna inaugurata la prima volta nel 1915 e chiusa nel 2007. Ogni giorno, per tutto il primo anno di riapertura, il disegnatore bolognese Stefano Ricci ha preso carta e gessetti colorati e ha disegnato un suo personale manifesto dei film in programmazione. Ogni giorno, per un anno, gli spettatori entrando in sala hanno potuto ammirare uno di questi manifesti originali. Una “maratona matta”, l’ha definita l’artista. “Cerco sempre di vedere o di rivedere il film, a volte è facile, immediato, capire come trasformarlo in un disegno, altre più complesso”.
La mostra LI HO VISTI presenta per la prima volta una vasta selezione delle tavole realizzate per il Cinema Modernissimo: cinquanta disegni originali realizzati con gessi colorati su carte vellutate, sessanta riproduzioni a stampa in copia unica dal corpus del progetto, tre lavori inediti di grande formato disegnati su velluti, realizzati per l’occasione.